Per una città solidale e partecipativa.

 

Dopo l’esperienza vissuta con alcuni uomini senza fissa dimora non sentiamo concluso il nostro impegno verso di loro e sulla crescente problematica delle povertà.

 

Il lavoro fatto con queste persone, che vivono nell’estremo disagio, ci ha fatto comprendere che è possibile creare un rapporto con loro per intraprendere un percorso di autonomia e di sostegno reale, in cui loro stessi sono protagonisti in quanto portatori di conoscenza sulle questioni dei diritti e dei bisogni.

 

Un atto di responsabilità da parte delle istituzioni sarebbe quello di rendere accessibile, con trasparenza, il potenziale del patrimonio immobiliare pubblico, promuovendo autogestione e auto-recupero. L’attivazione di forme di albergaggio sociale danno soluzioni basate sul mutualismo dal basso ed in rete con le parti del movimento che hanno intrapreso già da tempo questi percorsi.

 

Lavorare direttamente ed insieme ai soggetti portatori di bisogni sociali è l’alternativa da seguire per evitare di abbandonare uomini e donne senza fissa dimora agli specialisti del disagio. La differenza sta nel costruire percorsi che, nel restituire dignità a queste persone, rendono la loro esperienza diretta un valore fondante nelle lotte e nelle politiche per il diritto al reddito, alla casa, alla salute e all’abitare.

 

necessario promuovere iniziative comuni mettendo queste tematiche nell’agenda dei movimenti, anche per farle diventare elementi di lotte nei confronti della giunta attuale o prossima

 

Pensiamo che il benessere dei cittadini debba essere impegno e progetto delle istituzioni da svolgere in rapporto costante con le realtà sociali presenti nel territorio.